TESTO CRITICO
Per chi conosce Anna Pedron, non gli sarà difficile associare il suo repertorio artistico alla sua persona. Per chi invece non la conosce, deve pensare ad una persona dalla spiccata sensibilità introspettiva. La perspicacia intuitiva con cui questa giovane pittrice e illustratrice si adopera nel suo lavoro sta nella capacità di rivolgere lo sguardo all’interno del proprio “io”, riuscendo, con notevole sintesi intellettiva affiancata ad una sensualità compositiva e cromatica, a ricreare stati d’animo concepiti come paesaggi mentali. Tutto ciò lo si riscopre nell’osservazione dei suoi lavori: la superficie, trattata con tecniche miste, è intesa quasi da sfondo, anzi da scenario per un concettualismo ben strutturato. I soggetti sono gli stessi concetti che vengono espressi da frasi opportunamente contratte, slegate, capovolte, rispecchiate. I primi lavori sono rivolti ad una introspezione e ad un concettualismo intesi come strumenti d’indagine. Le opere più recenti di Anna Pedron gradualmente introducono il ricorso alla contemplazione, rispondente in maniera più sensibile a richiami dell’animo anziché alla fredda razionalità. Cambiano così anche i livelli cromatici resi con impasti più caldi che si immergono in un candore di bianchi sfumati da delicati profili di beige. Carte e inserti di frasi rimangono vincolati anche in questi passaggi, un marchio di stile in cui Anna Pedron intermedia il gusto estetico alla predisposizione introspettiva. La procedura progettuale nella stesura delle campiture cromatiche, prevede una zona dell’opera trattata a “collage”, sempre con grande attenzione all’equilibrio, e una parte resa quasi ad impasto monocromatico, ricreando una dualità compositiva molto spesso demarcata da una cordicina, interpretabile come un legame tra superficialità e interiorità: un filo sottilissimo che qualche volta può spezzarsi creando confusione tra mondo esterno e stati d’animo, fino a portare alla pazzia (si veda l’opera intitolata “Fragile pazzia”). Tutto ciò viene dichiarato nei titoli delle opere, accompagnati da frasi di testi da cui Anna Pedron molto spesso trae suggerimenti per i suoi componimenti pittorici. Tale procedura viene utilizzata anche per le illustrazioni: gradevolissime e raffinate come delicate ed estremamente eleganti risultano le sue pitture.
[Graziella Zardo, 7 gennaio 2012]
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